La corporate tax in Irlanda dopo l’implementazione del pillar II: conseguenze pratiche per le PMI
L’Irlanda resta una piazza fiscale molto attraente, grazie al 12,5% sulle attività operative; tuttavia il panorama internazionale si è evoluto con l’introduzione del Pillar II OCSE, che introduce un livello minimo di tassazione effettiva (ETR) al 15% per gruppi multinazionali sopra soglia. Per le PMI italiane che valutano l’apertura di una società in Irlanda le implicazioni immediate sono: per la maggior parte delle imprese di dimensioni medio-piccole nulla cambia sul piano operativo, mentre i grandi gruppi dovranno integrare la compliance Pillar II nelle loro strutture (registrazioni, calcoli top-up tax, possibili adeguamenti contabili). In prospettiva, l’Irlanda amplia gli strumenti per supportare R&D e innovazione (crediti fiscali, incentivi per IP), mantenendo però una maggiore attenzione sulle grandi strutture che prima potevano beneficiare di pianificazioni globali aggressive. Sul piano pratico per chi investe dall’Italia la raccomandazione è impostare subito processi internazionali di monitoraggio ETR e verificare se il business rientra o meno nelle soglie Pillar II; per le PMI invece restano interessanti le agevolazioni su R&D e la possibilità di utilizzare una struttura irlandese come hub europeo per vendite e servizi
