Sede secondaria in Italia per società estera: procedura e vantaggi nel 2026
Aprire una sede secondaria in Italia per una società estera è la soluzione ideale per operare sul mercato italiano mantenendo la struttura societaria madre all'estero. Questa struttura consente di avvicinarsi alla clientela locale, assumere personale e stipulare contratti in Italia, senza dover costituire una nuova entità giuridica italiana.
Le società costituite in Inghilterra, Irlanda, Cipro o Malta possono aprire una sede secondaria in Italia in tempi relativamente brevi. Fondamentalmente, il vantaggio principale è la possibilità di combinare la flessibilità fiscale della struttura estera con la presenza operativa nel mercato italiano.
Cosa si intende per sede secondaria
La sede secondaria (o branch) è un'unità operativa della società estera in Italia. Non è un'entità giuridica autonoma: dipende dalla società madre sia dal punto di vista giuridico sia da quello gestionale. Tuttavia, ai fini fiscali italiani, la sede secondaria è considerata una stabile organizzazione.
Ciò significa che i redditi prodotti attraverso la sede secondaria in Italia sono soggetti alla tassazione italiana (IRES e IRAP). La sede deve aprire una posizione IVA e rispettare tutte le scadenze fiscali previste dalla legge italiana. Nonostante questo, la struttura complessiva può risultare vantaggiosa se pianificata correttamente.
La procedura per aprire una sede secondaria in Italia
L'apertura di una sede secondaria in Italia richiede l'intervento di un notaio italiano. Il primo passaggio è l'approvazione da parte dell'organo competente della società estera (solitamente l'assemblea dei soci) mediante delibera straordinaria. Questa delibera deve indicare l'indirizzo della sede secondaria in Italia e nominare un rappresentante locale.
Successivamente, copia autentica della delibera, apostillata nel paese di origine, con relativa traduzione asseverata in italiano, deve essere depositata presso un notaio italiano. Il notaio redige il verbale di deposito e procede all'iscrizione nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio.
Documenti necessari per la sede secondaria
Per completare la procedura occorrono: atto costitutivo della società estera tradotto e apostillato, statuto aggiornato, delibera dell'organo competente, documento di identità del rappresentante nominato in Italia, e prova dell'indirizzo della sede secondaria. Tutti i documenti stranieri devono essere apostillati e tradotti con giuramento.
Iscrizione all'Agenzia delle Entrate e partita IVA
Dopo l'iscrizione al Registro delle Imprese, la sede secondaria deve registrarsi presso l'Agenzia delle Entrate per ottenere il codice fiscale e la partita IVA italiana. È necessario indicare l'attività svolta con il relativo codice ATECO e il VAT number della società estera. Questo adempimento deve essere completato prima di avviare qualsiasi attività commerciale in Italia.
Obblighi previdenziali e del lavoro
Se la sede secondaria assume personale dipendente in Italia, occorre aprire le posizioni INPS e INAIL e adempiere a tutti gli obblighi del diritto del lavoro italiano. A tal fine, va nominato un rappresentante previdenziale che risponde in solido con la società estera degli obblighi contributivi.
Un'opportunità strategica
La sede secondaria in Italia per una società estera è una struttura efficace per chi vuole combinare la solidità di una LTD straniera con la presenza diretta sul mercato italiano. Richiede una pianificazione attenta e competenze specifiche in diritto societario e fiscalità internazionale.
Fonte esterna: https://www.registroimprese.it
